La storia

Sebbene la storia di questo ristorante, ormai giunto alla quarta generazione, inizi dal 1929, la famiglia Romagnoli inizia la sua prima attività di ristorazione qualche anno prima, nel 1864.

Il fondatore del Moro, Mario Romagnoli, inizia a lavorare da giovanissimo insieme al fratello nella trattoria del padre Vincenzo, aperta appunto nel 1864 vicino alla Galleria Colonna, nel centro di Roma. 

La famiglia era originaria di Ariccia, dove avevano i loro vigneti e dove produceva il vino della casa che veniva servito al ristorante.

Dopo aver appreso l’arte della ristorazione tipica romana, Mario Romagnoli decide di mettersi in proprio e nel 1929 apre, assieme a sua moglie Elide, una piccola osteria chiamata “al Moro” (soprannome datogli dai suoi amici per la sua carnagione scura), situata nel Vicolo delle Bollette, a due passi dalla Fontana di Trevi, sempre nel centro di Roma.

Anche Elide era figlia d’arte. La sua famiglia aveva da generazioni diverse macellerie nel centro di Roma. Insomma, nella nuova osteria di Mario ed Elide, carne e vino di qualità non sarebbero sicuramente mancati.

L’osteria era composta da una sola piccola sala ed
una cucina ristretta.

Qui si facevano pochi piatti della tradizione romana e si
offriva vino proveniente dalle proprie vigne di Ariccia,
nella campagna laziale. Questa osteria era
caratterizzata da un ambiente rustico, spesso con
lunghe tavolate condivise, dove la semplicità e
l’attenzione alla qualità delle materie prime era già di
casa. I tavoli erano di legno, senza tovaglie e il
servizio era altrettanto spartano.

Elide, conosciuta con il soprannome di “baronessa” (per il suo comportamento autoritario in cucina), era ritenuta già
allora una delle migliori cuoche di Roma. 

C’era lei difatti a gestire la cucina con il supporto del marito e di qualche aiutante. Mario ovviamente si occupava soprattutto del servizio, dell’accoglienza e degli acquisti.

 

Data la vicinanza con il Teatro Quirino, capitava sempre più spesso che venissero a mangiare attori e registi che cavalcavano la scena del teatro. Così con il passare degli anni, la reputazione cresceva sempre più, tanto da divenire il locale dei grandi personaggi
della Dolce Vita.

Negli anni successivi, il fondatore Mario, visto il successo della loro cucina e il crescente numero di clienti, decide di allargare la dimensione del ristorante aprendo una seconda sala. Il Moro divenne quindi, già a partire dagli anni Sessanta e Settanta, un punto di ritrovo dei lavoratori nel cuore di Roma. 

Si discuteva di politica, di affari e si raccontavano storie. Il Moro era frequentato da artisti, poeti, attori e registi in cerca di ispirazione. Infatti, proprio lì, Mario Romagnoli, incontra Fellini che gli propone di recitare (nei panni di Trimalcione) per uno dei suoi film, il Satyricon.

Negli anni Sessanta avviene il primo passaggio generazionale, con Franco Romagnoli, figlio di Mario, che prende le redini dell’attività di famiglia. 

Venendo dalla scuola di papà Mario e mamma Elide, aveva imparato l’arte della cucina romana e dell’attenzione al servizio verso un certo tipo di clientela.

È con lui però che il ristorante ha una svolta verso il mondo della “ristorazione elitaria”. A partire dagli anni Settanta, Franco Romagnoli inizia il processo di trasformazione dell’osteria di famiglia a ristorante di alto livello.

Con la gestione di Franco viene aggiunta una terza sala, raggiungendo così gli oltre novanta coperti, più i
tavoli esterni.

L’osteria è ormai diventata un vero e proprio ristorante. Quella che è stata l’esperienza e la passione del fondatore
Mario è stata trasmessa alle generazioni successive. Stesso è avvenuto sia per le capacità imprenditoriali/manageriali che per l’eleganza e l’attenzioneal dettaglio del figlio Franco.

Oggi il Moro è guidato dal figlio di Franco, Andrea Romagnoli,
con il supporto della sorella Elisabetta e delle figlie Guendalina e Benedetta.

Proprio Andrea, come i suoi predecessori, non è rimasto fermo. Circa venti anni fa decide di allargare ulteriormente il ristorante, acquistando dei locali al piano inferiore per posizionare la nuova cantina, essendo ormai la vecchia non più sufficiente per stoccare il crescente consumo e la crescente varietà richiesta di vini, champagne e liquori da parte dei clienti.

Il ristorante ha raggiunto oggi con Andrea il suo livello più alto di qualità, eleganza ed unicità.

È ormai un punto di riferimento non solo nella ristorazione romana, ma anche a livello nazionale e oltre. 

Ci sono clienti che vengono da tutto il mondo e scelgono il Moro come tappa fissa per i loro pranzi e cene romane, prenotando il loro tavolo anche diversi mesi prima per assicurarsi un posto.

Politici, imprenditori, attori e registi continuano a frequentarlo assiduamente per i loro pranzi e cene, sia ludiche che di lavoro. Soprattutto continua ad essere frequentato dai figli e dai nipoti di quei clienti che venivano a pranzo e a cena già ai tempi di Mario e Franco.

Forse è proprio quest’ultimo punto la più importante vittoria della storia di questa famiglia di ristoratori. Essere riusciti a crescere, evolversi e migliorarsi costantemente nel tempo per assecondare i cambiamenti dei bisogni e desideri dei propri clienti. 

Questo ha permesso di stringere un legame così forte con i clienti al punto di diventare il ristorante di riferimento, non solo delle loro famiglie, ma anche delle loro generazioni successive.